Sì: durante ogni gravidanza è raccomandata la vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse (dTpa). Il Ministero della Salute italiano indica che questa dose va ripetuta a ogni gravidanza, anche se la donna era già vaccinata o ha già avuto la pertosse, perché nei primi mesi di vita l’infezione nel neonato può essere molto grave o persino mortale.
A cosa serve il vaccino contro la pertosse nelle donne in gravidanza?
Il vaccino pertosse in gravidanza serve soprattutto a proteggere il neonato nelle prime settimane di vita, quando è ancora troppo piccolo per iniziare il suo calendario vaccinale. Dopo la vaccinazione, la madre produce anticorpi che passano attraverso la placenta e offrono una protezione passiva al bambino dalla nascita. Le fonti ufficiali indicano che vaccinarsi in gravidanza riduce in modo importante il rischio di pertosse nei lattanti più piccoli e aiuta anche a diminuire le forme più gravi che richiedono ricovero.
Molte pazienti cercano anche informazioni su vaccino trivalente e gravidanza. Qui conviene fare chiarezza: se con “trivalente” si intende il vaccino combinato contro difterite, tetano e pertosse, è quello raccomandato in gravidanza; se invece si parla del vaccino MPR contro morbillo, parotite e rosolia, quello non deve essere somministrato durante la gravidanza.
Quali sono i rischi della pertosse durante la gravidanza?
Quando si cercano termini come vaccino pertosse in gravidanza rischi per il feto o vaccino pertosse gravidanza rischi, è utile distinguere tra i rischi della malattia e quelli del vaccino. Il problema principale non è il vaccino, ma la pertosse nel neonato: i bambini sono vulnerabili fin dalla nascita e, nei casi più seri, possono andare incontro a complicanze importanti e anche alla morte. Proprio per questo il Ministero della Salute sottolinea che la dTpa in gravidanza è di grande rilievo e che il vaccino si è dimostrato sicuro sia per la donna sia per il feto.
Per quanto riguarda gli effetti collaterali vaccino pertosse in gravidanza, quelli più comuni sono in genere lievi e temporanei: dolore, rossore o gonfiore nel punto di iniezione, a volte febbre, stanchezza, nausea o mal di testa. Le reazioni gravi sono descritte come molto rare, e non ci sono evidenze che il vaccino contro la pertosse sia dannoso per il bambino non ancora nato. Inoltre, essendo un vaccino non vivo, non può causare la pertosse né alla madre né al feto.
Quando dovresti vaccinarti contro la pertosse?
Se ti chiedi vaccino pertosse gravidanza quando farlo, quando fare vaccino pertosse in gravidanza o vaccino pertosse in gravidanza quale settimana, la risposta più utile per il contesto italiano è questa: il periodo raccomandato è tra la 27ª e la 36ª settimana di gestazione, idealmente intorno alla 28ª settimana. Questo timing favorisce una produzione adeguata di anticorpi e il loro passaggio al feto prima del parto.
Altre fonti internazionali segnalano che il vaccino può essere offerto anche da prima, ma concordano sul fatto che la finestra del terzo trimestre è quella più utile per massimizzare la protezione del neonato, e che farlo prima delle 32 settimane aumenta le probabilità che il bambino nasca già protetto.
Per chi sta cercando una gravidanza o affronta un percorso di fecondazione assistita, può essere utile informarsi anche su trattamenti come la fecondazione in vitro e su aspetti pratici come inseminazione artificiale prezzo.

